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Teniamo basso il livello delle trombette, che vi hanno trombati, come insegna Cicciolina dall'Ungheria con furore.

  • Immagine del redattore: Andreas Perugini
    Andreas Perugini
  • 13 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Sicuramente non a tutti è chiaro che in Ungheria ha vinto, anzi stravinto (con oltre il 78%), il centro-destra.

Certamente si tratta di una centro-destra europeista, ma anche e forse soprattuto conservatore, cristiano, liberista.

Se la destra conservatrice di Magyar ha vinto sulla destra sovranista di Orban, e al terzo posto si è consolidata la formazione della destra identitaria di Mi Hazánk Mozgalom (Movimento Nostra Patria), guidato da László Toroczkai, cosa hanno realizzato i partiti di centro-sinistra?

Nessun partito di centro, di centro-sinistra o, tantomeno, di sinistra è rappresentato oggi nel nuovo parlamento ungherese. L’alleanza di centro-sinistra (Socialisti, verdi, sinistra-sinistra) è stata letteralmente annullata passando da 57 a zero seggi. Una debacle storica che ha cancellato ogni loro ruolo dal panorama politico ungherese.


Ma perché, allora, in Italia in Centro-Sinistra festeggia in questo modo? L’Ungheria cambierà rotta interna? È crollata la diga che arginava il dilagare di politiche gender fluid? I porti ungheresi (che non esistono) accoglieranno a braccia aperte le carrette del mare cariche di profughi? I Magiari suoneranno il violino e danzeranno la csardas coi clandestini? llona Staller sarà richiamata a servire la madrepatria? Il leone pascolerà con l’agnello?


Pur presentandosi come l'alternativa democratica ed europeista a Viktor Orbán (di cui peraltro è stato vice fino a ieri, si può dire), Magyar guida un partito, il Tisza, che affonda le sue radici nel conservatorismo cristiano e che non ha promesso un'agenda di riforme radicali in ambito di diritti civili. Nonostante le pressioni dei gruppi per i diritti civili, Magyar non ha promesso esplicitamente di abrogare le leggi più controverse di Orbán, come la "legge sulla protezione dei minori" del 2021 che limita la visibilità LGBTQ+. Nelle sue dichiarazioni ufficiali, sostiene l'uguaglianza davanti alla legge, ma evita spesso di entrare nel merito di questioni specifiche come il matrimonio egualitario o le adozioni per coppie dello stesso sesso. Il suo approccio è mirato a non alienare l'elettorato conservatore delle zone rurali, fondamentale per la sua vittoria elettorale. Molti osservatori lo descrivono come un leader di centro-destra che preferisce un "silenzio calcolato" su temi socialmente divisivi. Nonostante il suo profilo europeista, Magyar ha espresso una forte opposizione al nuovo Patto UE sulla Migrazione e l'Asilo ed anzi mantiene una posizione dura contro l'immigrazione clandestina, promettendo di mantenere sicuri i confini nazionali e giurando una linea ancora più rigida di quella di Orbán su questo punto, mirando a limitare drasticamente i permessi per i lavoratori ospiti per proteggere il mercato del lavoro locale.


Quindi niente aperture LGBT e niente politiche pro immigrazione. Cosa rimane alla sinistra nostrana per cui giubilare?


La politica estera! Sì perché se Orban ad oggi in Europa metteva un freno all’escalation anti russa di sostegno alla guerra in Ucraina ,ecco che invece il nuovo leader della destra europeista si accinge ad allinearsi ai guerrafondai di Bruxelles in cambio dei miliardi di finanziamenti europei congelati in chiave anti-Orban dall’EU. E poi accusano la Russia di ingerenze nelle politiche degli stati europei…

Insomma, in Italia per il PD, Verdi, Sinistra e M5S è più importante fare la guerra alla Russia di tutto il resto.

Per questo oggi scendono nelle piazze virtuali a sventolare le bandierine arcobaleno, anche se non sono quelle LGBT e neppure quelle della pace, ma semplicemente quelle del circo.

 
 
 

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